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SMART Biphasic assicura un’elevata efficacia del primo shock
SMART Biphasic quando venne lanciata nel 1996 fece da pioniere tra le forme d’onda bifasiche nei defibrillatori. Da allora questa forma d’onda ha dimostrato una prossimità al 100% di successo nella conversione della fibrillazione ventricolare, il ritmo cardiaco maggiormente comune nello SCA. Comunque, se il primo shock non ha successo, dare un altro shock non potrebbe costituire la terapia ottimale.
Il paziente probabilmente trarrà maggiore beneficio da un periodo di RCP al fine di preparare il suo cuore ad un secondo shock.
Le nuove linee guida per la rianimazione dalla American Heart Association e dall'European Resuscitation Council Novembre 2005, promuovono, proprio per questo motivo, di eseguire la RCP dopo ogni shock. I DAE Heartstart sono configurati conformemente a queste linee guida.
Per approfondimenti scarica la brochure SMART Biphasic
La tecnologia più avanzata per decidere quando scaricare
Smart Analysis è una tecnologia presente in tutti i defibrillatori Heartstart che permette di valutare rapidamente in maniera del tutto automatica il ritmo cardiaco del soggetto, determinando se è necessaria la defibrillazione.
L'analisi valuta simultaneamene tre parametri per determinare se il ritmo è defibrillabile o meno:
- qualità del contatto delle piastre adesive
- presenza di artefatti
- presenza di aritmie
I quattro elementi per rilevare la presenza di un'aritmia sono:
- frequenza
- conducibilità
- stabilità
- ampiezza
La decisione di defibrillare è basata sulle scelte di un algoritmo capace di distinguere tra ritmi normali o aritmie che non dovrebbero essere defibrillate.
Quick Shock è in grado di erogare uno shock dopo soli 9 secondi

I DAE richiedono tempo, senza il disturbo della RCP, per prendere la decisione tra Shock/Nessuno-Shock, e per prepararsi all’erogazione di uno shock. Questo tempo di inattività riduce le chanche di successo di uno shock e dovrebbe essere il più breve possibile. La RCP prepara il cuore allo shock ma l’effetto comunque è di breve durata e idealmente uno shock dovrebbe essere erogato entro 10 secondi dalla fine della RCP. La tecnologia Quick Shock in tutti i DAE Heartstart ora permette ad uno shock di poter essere erogato dopo soli 9 secondi.
Per approfondimenti scarica la brochure Quick Shock.
SMART CPR™ può decidere se è meglio un trattamento iniziale RCP oppure uno shock
Oggigiorno invece, le esperienze più recenti indicano che quest’approccio può non essere ottimale per quei pazienti nei quali l’intervallo di risposta prima dell’arrivo del DAE è maggiore di 4-5 minuti. Poiché le persone testimoni di un arresto cardiaco sono per la maggior parte persone o non volenti o non in grado di eseguire la RCP, alla maggior parte dei pazienti non verrà fornita un’adeguata RCP dal momento del collasso fino all’arrivo del defibrillatore. Questo gruppo di pazienti, non trattati adeguatamente per interi minuti, è probabile che trarrà maggior beneficio da 2-3 minuti di RCP eseguita da una persona professionalmente addestrata, prima di ricevere uno shock.
In questi casi, quindi, una persona professionalmente addestrata potrebbe iniziare eseguendo l’RCP, piuttosto che dare uno shock, al fine di massimizzare le chance di sopravvivenza. Ma come può una persona professionalmente addestrata, sapere se l’RCP è stata eseguita adeguatamente prima del suo arrivo? Alcuni sistemi di valutazione hanno deciso di “giocare sul sicuro” e quindi eseguire l’RCP prima della defibrillazione in qualsiasi caso di risposta ritardata, ossia laddove l’arresto non è testimoniato da una persona professionalmente addestrata. Ma questo potrebbe comportare dei ritardi non necessari nel fornire uno shock a quei pazienti dove il tempo di risposta è stato molto breve oppure un valido testimone dell’arresto ha eseguito l’RCP. Di conseguenza qual è la risposta?
Per la prima volta un DAE è in grado di decidere se il trattamento adeguato dovrebbe essere prima l’RCP oppure prima lo shock. La funzione SMART CPR introdotta nell'FR2+ valuta la condizione cardiaca del paziente attraverso un’analisi matematica dettagliata dell’attuale ritmo cardiaco, e decide per chi sta intervenendo sul paziente.
L’FR2+ può ora essere configurato o per dare prima uno shock rivolto a tutti quei sistemi capaci di rispondere ad un arresto cardiaco in meno di 4 minuti, l’RCP prima per tutti quei sistemi che hanno sempre lunghi tempi di risposta, oppure la funzione AUTO dove è il defibrillatore che decide la terapia appropriata per ogni paziente senza riguardo all’intervallo di tempo nella risposta oppure se un valido testimone dell’arresto cardiaco ha eseguito la RCP.
