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Philips Laerdal insieme per salvare una vita
I decessi causati da arresto cardiaco improvviso superano quelli provocati da tumore al seno, cancro della prostata, incidenti domestici, incidenti stradali o da armi da fuoco e AIDS insieme.

L'arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque, in qualsiasi momento e luogo. L'intervento immediato, con la defibrillazione nei primi minuti dell'evento, offre significative possibilità di sopravvivenza. Un defibrillatore semiautomatico (DAE) nelle mani dei soccorritori che assistono all'evento o giungono sul luogo dell'incidente consente di salvare una vita.
Per oltre un secolo Philips ha aperto nuove strade verso la realizzazione di tecnologie che migliorano la qualità della vita. Oggi Philips compie un altro passo in avanti, con la creazione di soluzioni che non solo migliorano la vita, ma contribuiscono a preservarla.
La società Laerdal Medical AS si occupa di ricerca, sviluppo e realizzazione di materiali e software per l’addestramento, l’insegnamento e la diffusione di conoscenze e pratiche che consentano di salvare vite umane.
Philips e Laerdal, insieme per contribuire al miglioramento delle probabilità di sopravvivenza, presentano la linea di defibrillatori Heartstart.

Philips Laerdal e l'informazione
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L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di decesso nel mondo. Una ricerca del 2004 rivela che solo in Italia oltre cinquantamila persone ne sono colpite ogni anno, ovvero circa un abitante su mille, per un numero totale di decessi di gran lunga superiore alle morti per carcinoma polmonare, AIDS o incidenti stradali. Inoltre, sovrapponendo a questa cifra le stime di indagini più recenti, possiamo affermare che si tratta di un fenomeno in progressiva crescita. Alla luce di questi dati allarmanti, è necessario prendere atto che l’arresto cardiaco improvviso non è una questione medica tout court, ma un problema che coinvolge l’intera comunità e di cui ogni cittadino, nessuno escluso, deve avvertire la responsabilità. La partnership Philips-Laerdal ritiene che il punto di partenza della creazione di una cultura dell’emergenza sia costituito dall’informazione. Se siete arrivati a questo sito web, significa che avete già compiuto una scelta di consapevolezza: si tratta di un primo, importante passo.
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La tempestività: un fattore critico
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La crisi cardiaca può colpire chiunque in qualsiasi momento e luogo. Generalmente, la causa scatenante è una patologia al cuore, ma al momento solo un’esigua percentuale dei soggetti che andranno incontro ad arresto cardiaco è identificabile. La mancanza di sintomi evidenti fa dell’arresto cardiaco un fenomeno nella maggior parte dei casi imprevedibile. Non potendo agire preventivamente, l’unica forma di intervento possibile avviene ex post, tramite un’azione di soccorso che deve avvenire negli attimi immediatamente successivi all’evento. I cardiologi sono concordi nel ribadire l’importanza della tempestività. La possibilità di salvare le persone colpite da arresto cardiaco, infatti, diminuisce drasticamente ogni istante che passa. Dopo soli cinque minuti il paziente, anche in caso di rianimazione, corre seri rischi di riportare danni neurologici irreversibili. L’intervento precoce rappresenta la miglior garanzia per la sopravvivenza della vittima. Tuttavia, recenti statistiche affermano che meno del 5 per cento delle persone colpite da arresto cardiaco sopravvive: questo perché i servizi di pronto soccorso non arrivano in tempo. Bisogna tener presente che la quasi totalità dei casi di arresto cardiaco improvviso avviene in ambito extraospedaliero: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, all’interno di strutture sportive o di intrattenimento. I tempi necessari all’arrivo sul posto dei mezzi d’emergenza allertati dopo l’evento sono quasi sempre fatali, e incidono pesantemente sulla percentuale di sopravvivenza delle vittime.
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La Cultura dell'Emergenza
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| Proprio da questa drammatica constatazione è nata una presa di coscienza fondamentale: è essenziale diffondere a più ampio raggio possibile una cultura dell’emergenza, che si esprime attraverso la realizzazione dei presupposti per attuare rapidamente le procedure di soccorso. Un defibrillatore è un dispositivo che consente di intervenire sulla causa più frequente di arresto cardiaco, la fibrillazione ventricolare, erogando, quando necessario, una scarica elettrica al cuore. Un trattamento di defibrillazione somministrato entro i primissimi minuti dall’arresto cardiaco nove volte su dieci salva una vita. Sappiamo che raramente un’ambulanza riesce ad essere così tempestiva: ecco perché si rende necessario che le singole strutture siano dotate di defibrillatori, in modo da poter intervenire immediatamente nel momento del bisogno. Recenti statistiche riportano che circa il 70 per cento degli arresti cardiaci avviene in presenza di testimoni, che diventano nell’ottica di una cultura dell’emergenza potenziali soccorritori. |
I defibrillatori DAE Philips Laerdal
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| Oggi la tecnologia fornisce degli strumenti preziosi: piccoli, leggeri, portatili e semplici da utilizzare, i defibrillatori semiautomatici Philips Heartstart distribuiti da Laerdal sono stati pensati per essere azionati da persone comuni, previa una breve formazione. Normalmente, questi apparecchi non richiedono competenze mediche perché sono in grado di fare un’analisi del ritmo cardiaco del paziente, decidendo in maniera autonoma e sicura se e quando defibrillare. In considerazione di ciò, è particolarmente opportuno che siano addestrati e autorizzati all’uso dei defibrillatori semiautomatici tutti coloro che appartengono a categorie professionali che sono spesso a contatto con la popolazione. La presenza capillare di defibrillatori sul territorio, a fronte di un modesto investimento, rappresenta la miglior garanzia di sicurezza che si possa offrire a tutela della vita di tutti i cittadini. L’informazione e la sensibilizzazione riguardo all’importanza dell’intervento precoce tramite i dispositivi e le tecniche di risuscitamento giocano un ruolo fondamentale, soprattutto in considerazione del fatto che la dotazione di questi strumenti rimane per il momento discrezionale. In alcune realtà più avanzate, quali quelle di Inghilterra, Scandinavia, Stati Uniti e Australia, la percentuale di sopravvivenza ad arresto cardiaco improvviso arriva al 45 per cento: si tratta di un obiettivo possibile a cui anche il nostro paese deve mirare. Questo risultato si potrà ottenere solo grazie ad una reale cultura dell’emergenza, che rappresenta un passo avanti nel cammino della sicurezza e dell’attenzione alla vita umana, priorità irrinunciabili per la nostra società. |



